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OGM, il Biologico è sicuro. Parola di Federbio
Inserito il 19 giugno 2007 alle 21:51:00 da Biomau. IT - Notiziario BioSardinia

Interessante commento sulla situazione della soglia di OGM nel Bio, dopo la vergognosa decisione dell'UE. Dal Bollettino n°302 di Greenplanet.

Nei giorni scorsi il nostro settore è stato al centro di una campagna di stampa a dir poco devastante, motivata dalla decisione del Consiglio agricolo dell'Unione Europea di fissare la soglia di contaminazione accidentale da OGM allo stesso livello di quella prevista per le produzioni convenzionali. Una decisione certamente grave sul piano politico e istituzionale, visto che lo scorso marzo il Parlamento europeo si era pronunciato contro questa ipotesi e a favore della fissazione di un limite tecnico di rilevabilità (0,1%), così come già previsto da anni in alcune legislazioni di Paesi europei e come accade in Italia dal 2003 per volontà degli organismi di certificazione di settore aderenti a FederBio. Una decisione che tuttavia non sposta minimamente il divieto assoluto di impiego di OGM e di derivati in ogni ambito del metodo di produzione, allevamento e preparazione alimentare biologici e che non autorizza quindi alcuna presenza permanente e invasiva di OGM, dato che riguarda solo eventi che dovranno avere carattere di accidentalità, dimostrabile e verificata.

Eppure in questi giorni abbiamo letto sui più importanti quotidiani nazionali le cose più assurde.
Che il biologico ammette l'uso di OGM e che ne è ormai contaminato, che gli OGM non vengono coltivati in Unione Europea e che grazie alla soglia del biologico le multinazionali del biotech invaderanno anche il nostro territorio e che tutto ciò è colpa della incapacità o doppiezza del Ministro De Castro.
In un Paese in cui i giornalisti ormai spesso si limitano solo a rilanciare comunicati stampa e dove si presume che siano le associazioni ambientaliste o qualche sindacato agricolo a rappresentare l'agricoltura biologica i pensieri errati o volutamente deviati di alcuni sono quindi diventati verità, mettendo in pochi giorni a rischio la credibilità e le prospettive di uno dei settori economici più innovativi e vitali dell'agroalimentare italiano.
In nessun altro Paese d'Europa sta accadendo nulla di simile e l'isolamento dell'Italia al momento del voto, avvenuto oltretutto nell'ambito di una trattativa complessa anche sull'OCM ortofrutta, dimostra solo quanto sia stata efficace la lobby del biologico europeo, consapevole del fatto che nei rispettivi Paesi mai potrebbe accadere quanto sta succedendo sui media italiani a danno del settore.

Gli OGM da anni si coltivano in diversi Paesi dell'Unione Europea e, soprattutto, hanno invaso e dominano alcune importanti filiere alimentari, in particolare quelle zootecniche sia convenzionali che tipiche ma nessuno in Italia ne parla o ne scrive. Soprattutto coloro che siedono nei consigli di amministrazione dei Consorzi di tutela dei prodotti tipici o dei Consorzi agrari e che ora gridano allo scandalo per una decisione sulle soglie per il biologico che, in realtà, se non cesserà l'uso massiccio di OGM nella zootecnia italiana rischia di essere a breve tragicamente necessaria per difendere l'esistenza stessa del nostro settore. Questa è la vera doppiezza che mina seriamente la credibilità e l'efficacia della battaglia contro gli OGM e che non si fa scrupolo di massacrare un intero settore economico, il nostro, pur di darsi legittimità senza mettere in discussione quanto accade nel 91% dell'agricoltura italiana.
Proprio in questi giorni anche l'unità stessa del biologico italiano è messa in discussione dall'iniziativa presa da alcuni protagonisti di questa tempesta mediatica, sulla base dell'assunto che tutte le componenti del settore e della filiera del biologico sono nemici dei produttori e non ha quindi motivo di esistere un organismo unitario come FederBio.

Ciò che è accaduto nei giorni scorsi e la necessità di trovare una strada comune per ridare fiducia ai consumatori e valorizzare il biologico italiano "OGM free" credo dimostri, invece, quanto oggi più che mai vi sia bisogno di unità e di integrazione fra tutti i soggetti che operano nel biologico e biodinamico italiano. Consapevoli che è prioritario difendere il nostro settore e sviluppare il nostro mercato e che le grandi sfide, come quella contro gli OGM, non possono vedere il biologico come unico campo di battaglia o comodo pretesto per pulire la coscienza sporca di qualcuno.

Federbio, 17 Giugno 2007


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